mercoledì 30 dicembre 2015

La gazza: storia, folklore e superstizione

Non vi è animale associato alla superstizione più della gazza. In tutta l'Inghilterra vedere una gazza da sola è presagio di sventura. Per questo, nella speranza che non ci porti sfortuna, occorre salutare la gazza dicendo "Buongiorno Signora Gazza, come sta oggi il suo marito?" Riferirsi al suo compagno implica che la gazza in realtà non sia sola, e come si sa da una canzone popolare inglese due gazze portano invece fortuna:
One for sorrow
Two for joy
Three for a girl
Four for a boy
Five for young
Six for old
Seven for a secret never to be told
Nello Yorkshire, la gazza è associata alla stregoneria e quando se ne vede una occorre farsi subito il segno della croce, In Scozia se si vede una gazza accanto ad una finestra è un triste presagio di morte. Sembra che questa fama sia particolarmente legata alla cristianizzazione di queste terre e che quindi la gazza rivestisse una particolare importanza nei riti pagani pre-cristiani, spesso gli sciamani agitavano delle ali di gazza durante i riti divinatori. Sembra che la gazza sotto la lingua conservi una goccia di sangue del demonio, un'altra leggenda vuole che la gazza sia l'unico uccello che non abbia cantato durante la crocifissione e l'unico che non volle salire sull'arca di Noé, per questo la figura di questo animale è assurta nei secoli a rappresentare l'archetipo dell'anima ribelle. Altre mosse scaramantiche che possono essere fatte quando si incontra una gazza da sola sono: alzare il cappello in segno di saluto, sputare tre volte sopra la propria spalla, sbattere le braccia come un uccello e gracchiare imitando il compagno mancante della gazza.

Nella mitologia norrena la gazza, skadi in danese, skata in svedese, è associata alla dea Skadi il cui nome significa "distruzione", la figlia di un gigante, facente parte di un clan di gazze, è la dea dell'inverno, della caccia e degli sciatori. I colori bianco e nero della gazza rappresentano l'unione sessuale e l'equilibrio tra la parte maschile e quella femminile.

Ma come mai tra tutti gli uccelli è proprio la gazza a suscitare questi sentimenti? Beh oggi noi non siamo abituati ad osservare la natura come lo erano i nostri ancestori, ma vi assicuro che la gazza ha comportamenti assai bizzarri come si può notare nel video seguente, sembra che gli uccelli eseguano un vero e proprio rito funebre e che il loro gracchiare comunichi con l'aldilà. Inoltre l'animale è legato allo sciamenesimo e ai gruppi nomadi che seguiva avvertendoli col suo gracchiare di eventuali pericoli lungo la via e incarnando il simbolo della protezione spirituale.


Forte il legame tra l'animale totemico della gazza ed il mondo anglo-sassone a cui è stato dedicato anche un celebre indovinello, il numero 22 degli Anglo-Saxon Riddles of the Exeter Book, la risposta è scritta in alfabetico runico, un alfabeto con valenza sciamanica G A R O H I che dovrebbe essere un anagramma di H I G O R A, nome antico inglese per gazza.
La gazza sembrerebbe essere anche associata al toponimo Tardebigge nello Worcestershire un nome che deriverebbe dall'antico inglese Tærdebicgan e significherebbe "altura della gazza", probabilmente un luogo di rilievo nel paganesimo germanico anglo-sassone precedente alla cristianizzazione. Un tempo una serie di crocifissi stava ai lati delle strade che portavano all'altura sulla cui sommità sorge una chiesa non a caso dedicata a San Bartolomeo, il santo protettore contro le arti oscure.

Rara la gazza in araldica, fatta eccezione per l'araldica ungherese e un caso in Toscana. La gazza di solito rappresenterebbe l'eloquenza data la capacità del corvide di imitare anche il linguaggio umano. Passando agli stemmi comunali, una gazza compare nello stemma della città di Chesterfield nel Derbyshire ed in quello di diverse cittadine della Germania settentrionale e dello Schleswig-Holstein in particolare come Süderheistedt e Bad Elster in Sassonia (Elster significa gazza in tedesco).

Due gazze fanno bella mostra di sé nello stemma del Notts County Football Club di Nottingham che vanta il titolo di club calcistico professionistico più antico del mondo essendo stato fondato nel 1862. Alla casacca dei cosidetti "Magpies" è legato un curioso aneddoto: nel 1903 la Juventus chiese a uno dei suoi soci, John Savage, di «procurare divise da gioco più professionali» rispetto a quelle utilizzate fino ad allora dalla squadra torinese – camicia rosa con cravattino nero –, che oltre a essere poco adatte all'uso sportivo avevano anche il difetto di scolorire. Savage aveva un amico tifoso dei Notts, che provvedette a spedire delle uniformi analoghe a quelle della sua squadra del cuore. Da quel momento la Juventus adottò anch'essa la divisa bianconera come prima maglia.


Un'altra squadra di calcio inglese ha per emblema una gazza si tratta del Newcastle United che vengono anche chiamati dai loro fan amichevolmente "magpies"



In realtà, come si apprende anche da altre culture come in estremo oriente, la gazza è sempre considerato un animale totemico positivo associato con la divinazione e la previsione del futuro e sembrerebbe quindi che la connotazione negativa sia giunta con la conversione al cristianesimo, se vi capita di vederne una vi consiglio di fare un cenno col capo in segno di rispetto.

L'ultimo dipinto di Pieter Bruegel il vecchio fu la "Gazza sulla forca" datato 1568.


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