sabato 16 gennaio 2016

Le origini delle persone con la pelle bianca

St. Louis Missouri - Molti credono che l'Europa sia la terra di origine delle persone con la pelle bianca. Ma un recente studio mostra come la pelle bianca, assieme ad altri tratti fisici come la statura e l'abilità di digerire il latte anche nell'età adulta (persistenza della lattasi), sono arrivati sul continente europeo in tempi relativamente recenti. Lo studio presentato qui la scorsa settimana all'84° raduno annuale dell'Associazione americana di antropologia, offre un quadro del tutto diverso mostrando come gli Europei di oggi sono del tutto diversi da quelli di 8.000 anni fa.

Le origini degli Europei sono state al centro di molte ricerche scaturite dal sequenziamento genetico dei resti di antiche popolazioni. Dalla comparazione del genoma di 83 individui preistorici da siti archeologici attraverso tutta l'Europa, un team di ricercatori internazionali ha evidenziato quest'anno come gli Europei di oggi siano il mix di almeno 3 differenti popolazioni antiche che giunsero i Europa nel corso di successive migrazioni nel corso degli ultimi 8.000 annoi. Lo studio ha rivelato che una migrazione di massa di pastori della cultura di Yamnaya dalla steppa pontica situata a Nord del Mar Nero ha introdotto le lingue indoeuropee in Europa a partire dai 4.500 anni fa.

Adesso, un nuovo studio sempre dello stesso team ha approfondito la ricerca sui geni che sono stati oggetto di una forte selezione naturale - compresi alcuni tratti genetici che sono stati così favorevoli dal punto di vista evolutivo, che si sono rapidamente diffusi in tutta l'Europa nel corso degli ultimi 8.000 anni. Comparando antichi genomi europei con quello dei moderni Europei nel "1000 Genomes Projects", Lain Mathieson un genetista delle popolazioni, David Reich un dottorando al Dipartimento di Genetica delle Popolazioni dell'Università di Harward, hanno trovato 5 geni associati con il cambiamento della dieta e con la pigmentazione della pelle che hanno portato ad una forte selezione naturale.

Per prima cosa i ricercatori hanno confermato un precedente report secondo il quale i cacciatori-raccoglitori di 8.000 anni fa non potevano digerire gli zuccheri. Hanno inoltre notato un particolare interessante: anche i primi agricoltori non potevano digerire il latte. Gli agricoltori che vennero dal Medio Oriente circa 7.800 anni fa e i pastori del popolo Yamnaya che giunsero dalle steppe 4.300 anni fa introdussero i geni che permisero di digerire il latte in Europa.

Quando sono passati al colore della pelle, il team, ha scoperto un intreccio evolutivo e 3 differenti geni che producono il colore chiaro della pelle che ci raccontano della complessa storia di come si è evoluto il colore della pelle degli Europei negli ultimi 8.000 anni. L'uomo moderno che proveniva dall'Africa e colonizzò l'Europa circa 40.000 anni fa aveva la pelle scura che è un vantaggio alle latitudini più soggette ad una forte radiazione solare. Nuovi dati confermano che circa 8.500 anni fa i cacciatori-raccoglitori in Spagna, Lussemburgo e Ungheria avevano la pelle scura. Erano carenti nelle varianti di due geni - SLC24A5 e SLC45A2 - che portano alla depigmentazione e conseguentemente alla pelle chiara degli Europei di oggi.

Ma nel lontano Nord - dove i bassi livelli di luce favoriscono la pelle chiara - il team ha trovato nei cacciatori-raccoglitori una situazione differente: 7 individui provenienti dal sito archeologico di Motala risalente a 7.700 anni fa nella Svezia meridionale avevano entrambe le varienti genetiche che provocano la pelle chiara, SLC24A5 e SLC45A2. Essi avevano anche un terzo gene, HERC2/OCA2, che causa gli occhi azzurri e può contribuire alla pelle chiara e capelli biondi. Quindi questi antichi cacciatori-raccoglitori del lontano Nord avevano già pelle chiara e occhi azzurri differente da quelli dell'Europa meridionale che avevano invece la pelle scura.

Successivamente, i primi agricoltori provenienti dal Medio Oriente arrivarono in Europa: essi portarono entrambi i geni della pelle chiara. Quando si incrociarono con i cacciatori-raccoglitori autoctoni, uno dei loro geni che provocano la pelle chiara si diffuse per l'Europa, così anche gli Europei centrali e meridionali cominciarono ad avere la pelle chiara. L'altra variante genetica SLC45A2, fu molto bassa fino a circa 5.800 anni fa quando cominciò a comparire a più alte frequenze.

Il team di ricercatori ha tracciato anche atri complessi tratti genetici, come la statura che è il risultato dell'interazione di molti geni. hanno scoperto che la selezione naturale ha forte,mente favorito alcune varianti genetiche che provocano l'alta statura negli Europei centrali e settentrionali, a partire da 8.000 anni fa, con una accelerazione dovuta alla migrazione degli Yamnaya cominciata 4.800 anni fa. Gli Yamnaya avevano il più grande patrimonio genetico per essere più alti di ogni altra popolazione allora esistente come si evince dalle misurazioni sugli antichi scheletri. D'altro canto, i processi di selezione naturale favorirono le persone di bassa statura in Italia e Spagna a partire da 8.000 anni fa, secondo lo studio pubblicato on-line su bioRxiv. In particolare la statura degli spagnoli si ridusse a partire da 6.000 anni fa, forse per un adattamento ad un clima più freddo assieme ad una dieta povera.

Sorprendentemente, i ricercatori non hanno trovato geni immunologici in opposizione all'ipotesi che le malattie siano aumentate dopo la diffusione dell'agricoltura.

Lo studio non spiega come mai questi geni sono stati oggetti di una così forte selezione naturale. La spiegazione più probabile per i geni relativi alla pigmentazione della pelle è relativa alla massimizzazione della sintesi della vitamina D, come ha affermato la paleontologa Nina Jabolnsky della Università della Pennsylvania quando ha commentato i risultati dello studio presentato. Le persone che vivono alle latitudini più a Nord spesso non avevano abbastanza radiazione UV per sintetizzare la vitamina D nella loro pelle. Questo ha portato a due soluzioni evolutive per risolvere questo problema: sviluppare una pigmentazione più chiara per poter più rapidamente sintetizzare la vitamina D, sviluppare la tolleranza al lattosio per essere in grado di metabolizzare lo zucchero e la vitamina D direttamente contenuta nel latte. " Quello che pensiamo è che il rapido emergere della pelle chiara in Europa è il risultato di una selezione naturale nelle popolazioni che abitavano le latitudini più a Nord". Jablonsky ha affermato "Questi risultati sono buffi, perché dimostrano quanta evoluzione si è avuta in tempi recenti."

Il genetista antropologico George Perry, anche del Penn State, nota come lo studio riveli come il potenziale genetico individuale è formato dalla dieta e dall'adattamento al proprio habitat. "Adesso abbiamo un quadro molto più chiaro di come funzioni la selezione naturale."

Tradotto da "Science" 2 aprile 2015 - Ann Gibbons "How Europeans evolved white skin"

martedì 12 gennaio 2016

Toponomastica anglo-sassone di base

fonte battesimale sassone del IX sec.
Chiesa parrocchiale di St. Mary a
Deerhurst, Glouchestershire
Premessa
Oggi ci dedichiamo alla toponomastica anglo-sassone in Inghilterra. Non deve sembrare strano che un blog sui Longobardi parli così spesso dei Sassoni, in quanto le due popolazioni erano assai affini sia perché entrambe traevano origine dalla stessa area della Germania Magna alla foce del grande fiume Elba e quindi sono state tra le popolazioni europee meno romanizzate quindi con un autenticità culturale in qualche modo peculiare e diversa.

Molti Sassoni giunsero anche in Italia con Alboino. Come ci racconta Paolo Diacono nella Historia Langobardorum circa 15.000 Sassoni parteciparono alla spedizione in Italia anche se poi successivamente decisero di tornare in patria. Il legame e gli scambi culturali tra i regni sassoni d'Inghilterra ed il regno longobardo erano assai frequenti nell'alto medioevo, anche perché frequenti erano i pellegrinaggi dalle isole britanniche in Italia ed i Longobardi avevano il controllo delle vie di comunicazione in Italia, in particolare della Via Francigena principale via di comunicazione della penisola con l'Europa continentale. Quando le classi dirigenti longobarde optarono, per ragioni di opportunismo politico, per la conversione in massa al cattolicesimo romano e per il conseguente abbandono del rito ariano, Agilulfo chiamò in Italia monaci che venivano da Inghilterra e Irlanda per convertire i Longobardi, in quanto erano più affini come cultura. E anche successivamente, dopo la sconfitta di Hastings nel 1066, si assistette ad una vera e propria diaspora delle elites anglo-sassoni dall'Inghilterra in quanto il loro sistema sociale non era compatibile con quello dei nuovi arrivati Normanni, l'Italia fu una delle mete più battute per molti chierici, piccola nobiltà formata dai cosiddetti Thegn, e molti mercenari che andarono a prestare servizio nelle file dell'esercito bizantino che pagava ancora molto bene per i loro servigi.

Toponomastica anglo-sassone in Inghilterra
I primi Anglo-Sassoni si stabilirono in Inghilterra nel V sec. Essendo un popolo dedito in particolare alla pesca si insediarono principalmente sulle coste orientali d'Inghilterra ma successivamente si spinsero verso occidente nelle zone interne dell'isola, lasciando il loro segno nella toponomastica. Tipico della toponomastica anglo-sassone è il riferimento al capostipite dell'insediamento, questi toponimi sono caratterizzati dal suffisso "ingas". Per esempi il clan di "Haesta" si stabilirono dove oggi sorge Hastings nel Sussex orientale il cui antico nome Haestingas, l'originale insediamento dei seguaci di Haesta. Allo stesso modo Worthing nel Sussex occidentale era Wurthingas ovvero il popolo di Wurth, nel corso dei secoli le s finali sono cadute.

Un altro tratto particolare che contraddistingue la toponomastica anglo-sassone è l'aggiunta del suffisso -ham alla fine del toponimo che significa casa, insediamento, questo nel corso degli anni tese a sostituire il toponimo basato sul nome del capostipite del gruppo familiare. Per esempio Billingham significa insediamento dei seguaci di Billa, il suo popolo. Nottingham popolo di Snot, la s iniziale è poi caduta nell'uso. Analogamente Birmingham significa popolo di Beorma.

Di derivazione anglo-sassone sono anche i toponimi Woking, Wokingham e Wokefield, tutti e tre si riferiscono al nome proprio Wocc e significano popolo di Wocc. Come si può facilmente evincere gli Anglo-Sassoni, come del resto anche i Longobardi, avevano una società organizzata in gruppi familiari allargati, una sorta di Fare, che prendevano il nome dal capostipite del gruppo tribale.

Spesso i Sassoni, che quando arrivarono in Inghilterra erano ancora pagani, chiamavano dei luoghi in base agli dei che veneravano, Molti toponimi sono quindi dedicati ad Odino (Woden nella loro lingua) Wednesbury in Staffs, Tiw, Tyssoe nel Warwickshire e Thunor, Thursley nel Surrey. Altri toponimi sono legati al soprannaturale come Shuckburgh nel Warwickshire che letteralmente significa "collina del diavolo", mentre Pook's Hill nel Sussex significa "collina posseduta da un demone".

I Sassoni diedero anche il nome ad importanti città inglesi:

Hereford: probabilmente significa "guado dell'esercito", ovvero un guado stretto abbastanza da far passare un esercito

Stafford: guado presso un approdo

Oxford: guado per i buoi

Bedford: il guado di Beda

Hertford: il guado dei cervi

Buckingham: terra presso un fiume che appartiene al popolo di Bucca

Cambridge deriva da Grantacaestir e Granebrycg ambedue significano ponte sul fiume Granta

Warwick significa strada lungo il canale. Il suffisso -wick significa infatti villaggio o strada in cui le merci venivano prodotte o scambiate, rione con botteghe da collegare anche al latino vicus, ne abbiamo molti esempi legati ai punti cardinali come in Northwich, Southwick, Eastwick e Westwick. Lo troviamo legato agli alberi come in Hazelwick e Ashwick e altre piante come in Rushwick e fattorie come Woolwich, Saltwick e Butterwick tutte evidentemente legate all'attività che vi veniva svolta.

Paesaggio inglese caratterizzato da confini di siepi e alberi
detti "enclosures" formatisi in epoca sassone
Gli Anglo-Sassoni utilizzarono anche il suffisso -worth antico inglese worð con frequenza ad indicare le classiche enclosure sassoni, prati e proprietà recintate da siepi e alberi che ancora oggi fanno da protagoniste nel paesaggio inglese. Proprio a partire dal V sec. abbiamo infatti la formazione del paesaggio inglese ad opera degli Anglo-Sassoni ed il loro sistema di dividere gli appezzamenti di terra di loro proprietà. Come per i Longobardi anche per gli Anglo-Sassoni lo status sociale dipendeva dalla quantità di terra posseduta. Qui si formarono i classici fossati tra una proprietà e l'altra, talvolta dando luogo ad una strada tra due livelli di terreno più alti racchiusi da siepi e alberi, In seguito all'erosione questi fossati sono poi divenuti delle vere e proprie vie di comunicazione chiamate anche sunken lane, hollow way o holloway. Interessante notare come alcune di queste strade si trovano anche in Toscana. I toponimi Littleworth e Highworth sono degli esempi classici, altri sono meno ovvi.

Hinxworth significa enclosure dei cavalli

Lindworth significa enclosure dei tigli.

Molte città hanno anche il suffisso -worthy come semplice variante di -worth: Fernworthy, Highworthy e Smallworthy.

Molti toponimi mantengono il suffisso -ton a significare in questo caso prato recintato, dal proto-germanico tūną ma la parola ha un origine celtica in dunon, dunom. Tonbridge nel Kent è uno dei pochi esempi in cui -tun appare invece come prefisso. L'utilizzo del suffisso -tun è peraltro assai comune come in Norton, Sutton, Weston e Easton. Alcuni di questi toponimi invece che ai punti cardinali si riferiscono a luoghi naturali nelle vicinanze come nel caso di Brockton e Brotton che si riferiscono ai ruscelli nelle vicinanze, Marston e Merson che si riferiscono alle vicine paludi mentre Wotton e Wootton si riferiscono ai vicini boschi.

Una combinazione di ham e ton si ritrova nel toponimo Northampton, Littlehampton e Oakhamton.

Gli Anglo-Sassoni usavano anche in alcuni toponimi nomi di alberi col suffisso -ley radura, antico inglese leāh come in Oakley, Ashley, Thornley e Elmley.

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