Glossarietto longobardo


La lingua longobarda è classificata con l'identificativo lng - Codice ISO 639-3.
Si tratta di una lingua di ceppo germanico occidentale, non dissimile dall' alto tedesco antico (750-1150), anche se sono evidenti notevoli influssi dal gotico, dall'ingaevonico (o tedesco del Mare del Nord) e dall'antico sassone. Motivo per il quale leggendo questa lista di parole molte saranno quelle simili all'inglese. In base al metodo comparativo le ultime ricerche pongono il longobardo assai affine al dialetto Schwäbisch o dialetto svevo che ancora oggi si parla nella zona di Stoccarda e che è derivato dall'Alemanno.

Dal punto di vista fonetico la lingua è affetta dalla cosiddetta seconda rotazione consonantica avvenuta attorno al 500 d.c., e quindi appartiene al ceppo linguistico delle lingue germaniche occidentali come l'alemanno, il bavarese ed il francone. Ad esempio si ha la trasformazione della consonante /b/ in /p/ come in bert che diventa pert e come in brand che diventa prant. O l'assordamendo della /t/ che diventa /d/ come Teodorico che diventa Deodorico


Contrariamente a quanto si pensi, non si tratta affatto di una lingua morta, perché ci ha lasciato tantissime parole di uso comune, attraverso il volgare italiano: sintesi ed elemento di mediazione tra la tradizione latina antica e la lingua parlata dai barbari, dal cui incontro nacque il medioevo italiano come lo conosciamo.


Le parole italiane di origine longobarda sono circa 300, la lingua longobarda è la seconda più importante per influenza, ovviamente dopo il latino. Molte di queste parole sono presenti soprattutto nei dialetti delle regioni centrali e settentrionali, occorre anche dire che insieme a molti termini che oggi utilizziamo quotidianamente ce ne sono moltissimi che ormai sono desueti.


Molti di questi lemmi della lingua italiana di origine longobarda erano già conosciuti, altri sono stati trovati attraverso l'analisi comparativa tra lemmi dell'alto tedesco antico, del gotico e termini del toscano e del vernacolo fiorentino.


Elenco dei lemmi della lingua italiana di origine longobarda.

[a]


abbicare, abbigare [toscano] (bīga, covone) ammucchiare ammassare

abbrancare [toscano] (branka, ramo d'albero) probabilmente di origine celtica, abbracciare, prendere
afta (aftaujan, piaga)
aggrappare (krapa, agganciare)
a iosa, dal toscano "a chiosa" (kiósa, scelta) antico sassone kiosan, scegliere
airone (haigiro, airone) aghiron = airone in alcune località altorenane. Trattasi di voce d'origine longobarda come dimostra il seguente passo del Devoto: "AIRONE, dal long. haigiro (attraverso la forma letterare arcaica in aghirone), incr. col franc. ant. hairon, cfr. lat. medv. hairo, -onis(XI sec.)" (G. DEVOTO, "Avviamento alla etimologia italiana", Sansoni, Le Monnier, Firenze, 1999)
aitante (haitanda forma passiva del verbo gotico haitan, chiamare, essere chiamato, offrirsi)
aizzare (hizza, brace)
albergo (haribairgo, ostello, riparo per l'esercito)
allazzito (lazzjan, indugiare, stancarsi, inpigrirsi) inglese lazy
allucchettare (lūhhan, chiudere a chiave)
ammascare [toscano]  (masca, strega) scoprire, capire qualcosa di nascosto. Si riferisce alle masche, ammascare qualcuno, capire il suo piano.
anca (hanka)
anghier [veneto] (ango, gancio, uncino)
ardito (hardi, duro, fig. temerario) in onomastica Ardimanni, Ardemagni = uomini temerari
arimanno (hariman, uomo dell'esercito) in onomastica vedasi cognome Armani, Armagni
arnesi (īsarnazzasi, ferramenta, attrezzi di ferro) da īsarn, ferro
arraffare (raffōn, raccogliere, strappare)
attaccare (dal gotico stakkon, stakka, inserito, infilato, appiccicato)
attecchire (thikkjan, ingrossarsi)
attizzare (hizza, brace)
azzannare (zann, dente)

[b]


balcone (balko, trave)

baldo (bald, abile, coraggioso) un baldo giovane
balla (balla, gruppo di cose impacchettate) dall'antico norvegese balla imballare, in toscano si dice anche "una balla" per dire tanto, un sacco.
balza (balz, cintura, collana, girocollo, orla della gonna) da cui anche il termine "a sbalzo"
banca (banka, panca)
bando (bando, festone, insegna tessile, banner)
bara (bāra, lettiga)
barco [toscano] (barcho, cinghiale castrato) dal germanico baruhaz
béga [toscano] (bēgaz, controversia, contesa, combattimento, battaglia, dal germanico weigaz, wigaz combattimento, combattivo, combattente), stessa radice del nome proprio Viggo e Ludovico
béghina [toscano] (beda, supplica) dal germanico *beda- preghiera, supplica
benda (binta)
bestemmia (betastimma, preghiera ad alta voce)
bica, bicone (bīga, covone di grano posto all'aperto) da bīga, mucchio, un sacco, un monte
bicchiere (behhari, sorta di grande bicchiere, coppa) attraverso il toscano pècchero,  ... Si sommerga Dentro un pecchero indorato (Redi); In ogni bettola, a garganella, Con fiaschi e peccheri, vuotò le botti (Bacchelli), tedesco Becher. inglese Beaker
bianco (blank, dal protogermanico *blankaz, smagliante, scintillante) praticamente in tutte le lingue germaniche e romanze ma non in latino e greco
biga (bīga, lievito madre per fare il pane) da bīga, un sacco, un monte
bighellone [toscano] (bigalan, bardo, cantastorie) perdigiorno, vagabondo - evocare incantesimi con canti magici, pratica sciamanica della tradizione germanica con finalità guaritive e protettive, la forma dispregiativa è congrua con la cristianizzazione e la conseguente denigrazione delle antiche tradizioni pagane
birra (bior)
bizza, fare le bizze, bizzoso, bizzarro [toscano] (germ. biz- accendersi, antico alto tedesco bizzen = arrabbiarsi)
bisticciare (biskīzan, discutere)
bisticcio (biskiz, discussione)
borro, botro [toponimo toscano] (boro, buco, fosso, voragine) crinale scosceso in fondo al quale scorre un torrente, burrone
bracare, bracone [toscano] (brakko, segugio, cane da caccia) frugare, ficcanaso
bracconiere, bracconaggio (brakko, segugio, cane da caccia)
braia [modenese] (braida, prato o campo posto in periferia, fuori dall'abitato)
braida (braida, prato o campo posto in periferia, fuori dall'abitato) 
branca (branka, ramo d'albero) probabilmente di origine celtica, irlandese brainse, inglese branch
branca [toscano] (branka, ramo d'albero) in toscano anche zampa di fiera o uccello con artigli
brancolare (branka, ramo d'albero) figurato quando si agitano le braccia procedendo a tastoni nel buio
breda, brera [lombardo] (braida, prato o campo posto in periferia, fuori dall'abitato)
briccico [toscano] (brihhil, sminuzzare) piccola parte, rimasuglio
bricco [toscano] (brikko) recipiente di legno per il latte
briccone [toscano]  Da un soprannome longobardo Brikko -onis (sec. X), connesso con brikka ; propr. “individuo rozzo, montanaro, forse in agguato”, sec. XIII
brocco (brokko, bacchetto di legno) cosa o persona che vale poco
brozza (broz, germoglio) pustola, escrescenza
bruschetta [toscano] (brusk, arbusto spinoso usato per strofinare) fetta di pane arrostito preparata strofinandoci uno spicchio d'aglio e condita con olio novo.
bruschino [toscano] (brusk, arbusto spinoso usato per strofinare) piccola spazzola per la pulizia delle unghie
bruscolo [toscano] (brusk, arbusto spinoso usato per strofinare) fastidioso e pungente corpo estraneo che finisce nell'occhio
bruscia [reggiano] (brusk, arbusto spinoso usato per strofinare) spazzola usata per cavalli o buoi
buglione [toscano](bullōn, ciotola) dal proto-germanico bullōn, antico sassone bollo, inglese bowl
buriana [toscano] (burrjan, sollevarsi all'improvviso, vento di tramontana) confusione, far baldoria: l'è buriana!
buriano [toscano] (burrjan, sollevarsi all'improvviso, vento di tramontana) l'etimo fa riferimento al buran, vento che spira da nord, nord-est, molto freddo e teso che spira nella pianure dell'Europa orientale e che i longobardi hanno conosciuto quando erano in Pannonia.
buriano [toponimo toscano] (burrjan, sollevarsi all'improvviso, vento di tramontana) dicesi di posto esposto ai venti di nord, nord-est
burrone (boro, buco, fossa, voragine), veronese, parmigiano boròn (spina della botte), cremonese bourella (fossetta nella guancia)
buscare [toscano] (busk, bosco), antico alto tedesco busk modenese buschér col doppio significato di buscare come guadagnare perché si andava nel bosco per raccogliere la legna e rivenderla e di buscare come prendere le botte ovvero le legnate.
bussare (bauzzan, bussare)
buzza [toscano] (buzzen, gonfiarsi, ingrossarsi) pancia, ventre: "o che buzza t'hai?"

[c]


cafaggio [toponimo toscano] (gahagi, boschetto recintato, tenuta di caccia)

caleffare (kleffōn, deridere)
calto [toponimo veneto] (gald, argine)
carolingi (carlingi, i Franchi)
castaldo (gastald, funzionario reale di alto rango)
cazzo (scurrile, dal longobardo kazzo, il gatto) La voce, ovunque testimoniata nella penisola italiana, è stata recentemente ricondotta ad etimologia germanica: "Fra i numerosi termini relativi alle parti del corpo o simili entrati in italiano dal germanico (anca, fianco, ghigno, grinza, groppa, guercio, nocca, magone, milza, schiena, stinco, strozza, zanna, zazzera, zinna, zizza) si potrebbe considerare anche l'espressione popolare più diffusa per l'organo sessuale maschile, cazzo. La doppia -zz- interna giustificherebbe foneticamente l'ipotesi che vederebbe una derivazione dal tedesco [o da analoga voce germanica] katze (gatto), considerando la coppia oppositiva 'topa' (Mäuse), organo sessuale femminile, katze maschile, con naturale ricerca del primo da parte del secondo" (S. BOSCO COLETSOS, "Le parole del tedesco", Garzanti, Milano, 1993, p. 76)
chiazzare (klazzjan, macchiare)
chionzo [toscano] (klunz, pesante) grosso, tarchiato
cilacca [toscano] (slag, colpo, schiaffo)
crampo (krampf, spasmo, convulsione)
crusca (krūska, buccia di grano) dal gotico krūska

[d]

distaccare (stakka, stakkon, impilato, assemblato, inserito) + prefisso dis- = separare, tedesco moderno stecken, inglese stick, dallo stesso etimo anche attaccare

[e]


elmo (helm, copricapo in ferro)

elsa (helza, tenere in pugno) impugnatura della spada
Elsa [toponimo toscano] tenuta saldamente in pugno, fiume toscano affluente dell'Arno che nasce nel senese, da cui l'omonima Valle.

[f]


faida (faida, diritto di vendetta privata in seguito ad un'offesa)

fanone (fano, velo di seta sottile che pende da una lancia, bandiera)
fante (fantho, guerriero a piedi)
fara (famiglia, stirpe, discendenza, viaggio) dal gotico afara, da cui deriva il tedesco moderno fahren, viaggiare
fazzoletto (fazzo, ritaglio di stoffa, toppa) dialetto Schwäbisch fazze, lacrima e fazzenet fazzoletto
fazzuolo [toscano] (fazzo, ritaglio di stoffa, toppa)
fèdera [toscano] (federa, cuscino di piume)
fiasca (flaska)
fiasco (flasko) gotico *flaskō, dialetto Schwäbisch Fläschle, bottiglia
figa (fagar, attraente, bello, impertinente, provocante) dialetto Schwäbisch Feger, ragazza provocante
figo (fagar, bello, attraente, brillante)
fischio, fischiare (fiscla, fischio) svedese vissla, in una vecchia glossa longobarda leggesi "fistula vulgo fiscla dicitur"
flaccido (flap, appassito, raggrinzito)
fodero e fodera (da *fōþra- raccogliere, cibare) per vettovaglie da foderare, fodrum antica voce longobarda che significa raccolta. "Il capitolo praeterea della legge canonica de iure Patron servesi di tale vocabolo, ed ivi nota la glossa essere di longobarda origine."
frignare (flinan, storcere la bocca) basso tedesco flinan, antico scozzese fryne fare smorfie, dialetto dello Yorkshire frine, piagnucolare - stessa origine anche per fregna, non è questo il primo caso di corrispondenze tra i longobardismi e i dialetti del Nord dell'Inghilterra.
fuffa [toscano] (flūfa, laniccio) si dice di chiacchiere inutili prive di fondamento, si noti la somiglianza con l'inglese fluff

[g]


gaggio [toponimo toscano] (gahagi, bosco recintato, riserva di caccia reale)

ganzo [toscano] (ganz, perfetto, intero, sano, illeso)
garba [toscano] (garba,  alto tedesco antico garawi, antico sassone garwian, antico inglese gearwe, inglese garb col significato di abbigliamento caratteristico e distintivo)
gargo (karīg, malizioso, scaltro, che non può essere tratto in inganno)
gazza (agazza) dal gotico agatja, proto-germanico gaizaz (lancia) riferito alla coda affilata come la punta di una lancia
ghermire (krimmjan, afferrare) dal gotico kramjan
già (figurato affermativo, avverbio di tempo) (gotico swa, così è, lituano jau, spagnolo ya, tedesco ja)
gilda (gild)
ghedas [bresciano] (godazzo) padrino, da god, buono + azzo, padre, antenato, buon padre
gonfalone [toscano] (gundfano) da gund, battaglia + fano, velo di seta sottile che pende da una lancia, bandiera
gonfaloniere [toscano] (gundfanari)
gora [toponimo toscano] (wora, canale d'irrigazione, fogna)
gracchiare (krahha, corvo - gotico hrukjan)
graffiare (krapfo, graffio)
graffio [toscano] (krapfo, graffio)
greppia (krippa, quel luogo della stalla composto di una lunga e stretta cassetta murata dove si mette il foraggio per i cavalli o i buoi) dal gotico kripja
griffa [toscano] (grif, artiglio, punta delle dita) dialetto Schwäbisch griffel dito
griffe (grif, artiglio, punta delle dita) dialetto Schwäbisch griffel dito
grinfie (griffan, afferrare) dialetto Schwäbisch griffel dito
grimo, grima [comasco, ladino, veneto] (grim, crudele, selvaggio, feroce) stizzoso, rabbioso
grinza [toscano] (grimmisōn, corrugare la fronte)
gruccia [toscano] (krukkja, stampella)
guadare (wadjan)
guadino [toscano] (wada, rete per pescare)
guado (waid)
guaglione [napoletano] (wāllīhho, bello) vezzeggiativo
gualcare [toscano] (walkjan, comprimere, pressare, infeltrire il tessuto)
gualcire [toscano] (walkjan, comprimere, pressare, infeltrire il tessuto)
gualchiere [toscano] (walkjan, comprimere, pressare, infeltrire il tessuto)
gualchieraio [toponimo toscano] (walkjan) luogo dove si compattavano con la forza dell'acqua i panni di lana)
gualdo [toponimo toscano] (wald, bosco)
gualmo [toscano] (walmi, fluente, bollente) fracido, insozzato, gualcito
guancia (wangja)
guardare (warda, guardia)
guardia (warda)
guazzare, guazza [toscano] (wazzar, acqua) dal gotico watō, pieno, zeppo d'acqua
guerin [toscano] (werra)
guerra (werra)
guisa (wīsa, modo) dal gotico weisa, antico sassone wīsa, tedesco moderno weise
gufo (hūwo)

[i]


-ia, -io [suffisso] dal suffisso longobardo -ja -jo, Questo suffisso di origine gotica ma assente nell'alto tedesco antico, serve a formare nomi composti: dato x si ottiene x-ja (luogo pieno di x o riferito ad x) es: da porco porcila-ja, da ferro ferra-ja, da gatto gatta-ja, da ghiaccio ghiaccia-ja, da fungo funga-ja, da colombo colomba-ja, da grullo grulla-ja, da pesca pesca-ja etc.
inbolsito [toscano] (bolzo, gonfio, bolla)
infilzare (filz, cucire assieme, feltro)
intrappolare (trappa, trappola)
issare (hīssen, sollevare) dal basso tedesco hīssen, antico norvegese hissa, svedese hissa

[l]


laido (leido, persona odiosa, sgradevole)

landa (landa, terra)
lama [toponimo toscano] (lama, stagno, argilla)
leccare (longobardo lekkon, antico sassone leccon, schwäbisch lecke, inglese to lick)
léna [toscano] [romagnolo] sf; Forza, quella specie di forza che vale a reggere la fatica - sostenere, antico sassone hlena
lésinare [toscano]  (= risparmiare, spendere il meno possibile), antico sassone lês (=di meno); antico inglese lǣs (=di meno); inglese moderno less
lesto (list, agile, intelligente)
lézzo [toscano] (lezzi, sudicio) forse da lezo, ghiro, lucchese leto
lisca [toscano]  (liska, felce, canna, giunco) liskaja (suffisso germanico -ja), canneto, palude
liso [toscano] (slīz, usurato) dallo stesso termine il lombardo sliss 
listello (gotico leist, lista, inguine)
lòffio [toscano] (antico alto tedesco, slapf) modenese slaf, olandese slof, inglese slow, vale pigro
lonza, lonze [toscano] (lunz, uomo flaccido, impotente, vile)
lucchetto (lok, serratura)
luccherare (luhhilōn, lacrimare) sgranare gli occhi
lucciconi [toscano] (luhhilōn, lacrimare) quando si formano grosse lacrime sugli occhi
lungo (lang, lungo) 

[m]


magone [toscano] (mago, stomaco) "avere i'magone", forte preoccupazione che opprime lo stomaco

magro, maghero [toscano] (proto-germanico magraz, magro) vedi onomastica germanica cognome Mager e fiorentino Magherini, old norse magr, antico alto tedesco magaren
malta (malta)
manigoldo (managold)
maniscalco (marhskalk) da marh cavallo (dal gotico marhs = cavallo + skalks servo)
marchio (marka, segno di confine, proprietà)
marcialla (marhshalla, ricovero per cavalli)
marroni (marh, cavallo) castagne, alimento stimolante per cavalli
martora (martor)
melma [toscano] (melma)
mercatale [toscano] (merkthalle) mercato coperto
milza (milzi)
morto (morth, omicidio)
muffa (muff)

[n]


nassa (nassa, rete per i pesci) finire nella nassa, in trappola, situazione personale difficile da risolvere

nifido [Alto Reno - Pistoiese] (snyflan, buttare fuori aria dal naso) detto di persona burbera, irosa, attaccabrighe praticamente identico nell'antico inglese attraverso l'antico sassone, inglese sniff
nocca (knohha, osso, giuntura) dal proto-germanico knuck=osso, antico norvegese knùi=osso
nocchino [toscano] (knohha, osso giuntura) colpo sul capo dato con la nocca del dito medio: "ti do un nocchino sui capo". La lingua italiana è l'unica lingua neolatina che include questo termine nordico nel lessico.

[p]


palco (balko, trave)

palla (balla o palla) fin dal proto-germanico ballaballōn, antico alto tedesco balla
panca [toscano] (banka)
pazzo (pärzdialetto svizzero Bärz, Pärz‘, bavarese meridionale. parz’n, perz’n
pecchero [toscano] (behhari, sorta di grande bicchiere, coppa), tedesco Becher. inglese Beaker
pèrsico (parsik)
piluccare (plukken)
pizza (bizza, boccone)
pizzo (spiz, vetta, punta)
pizzicare (spizzen, appuntire, affilare)
pozza (puzzja, fontana)
pozzanghera (puzzja, fontana)
predella, predellino [toscano] (bredel, tavola di legno, sostegno su cui poggiare i piedi)

[r]


racconto, raccontare (rahhōn)

ranfia (rampf, grinfia, artiglio)
rangù [cremonese] (hrango, palo per sostenere le viti) dalla stessa radice anche l'italiano arrangiare nel senso di mettere in un certo ordine
ranno [toscano] (rannja)
raschiare (raski) non dal "tardo" latino rasculare come proposto, ma dall'antico alto tedesco raski col significato di animatamente, in fretta (ted rasch), con violenza.
razza (got. razda, lingua) nei popoli germanici il concetto di unità era legato all'identità linguistica
razzolare der. di razzare [toscano] (got. ràzzan, raschiare, grattare)
ricco (rīhhi, potente)
ridda [toscano] (wrīdan, girare, detto anche del vento) tipo di ballo antico di più persone che giravano in tondo tenendosi per mano e cantando, tipico della campagna toscana
riga (rīga)
risparmiare (sparōn, risparmiare)
rocca (dal gotico rokka)
roncola (rono, tronco d'albero)
rosta [toscano] (hrausta, sbarramento fatto di rami per il drenaggio dell'acqua del fiume)
russare (hrūzzan, rūzzan, russare)
ruzzare [toscano] forse da huzzah una forma arcaica per hurrah che indica gioia, divertimento, usato anche come grido di battaglia prima di un assalto

[s]


sala [toponimo toscano] (casa padronale, fattoria, spaccio, stazione di posta)

salacca [toscano] (slag, colpo, schiaffo)
salaccata [toscano] (slag, colpo, schiaffo) conto salato
sega (sega)
sevizia (wīzja, punizione violenta)
sbeccare [toscano] (brehhan, rompere)
sbuzza'o, sbuzzato [toscano] (buzzen, gonfiarsi) detto di persona con la camicia che fuoriesce dai pantaloni, persona o animale sventrata: "morto sbuzza'o"
scafo (skaf, piccola barca) alto tedesco antico skaf
scaffale (skafa)
scaglia (skalja, dal gotico skalja) guscio protettivo, le scaglie del pesce, tegole
scandalo (skantavergogna, forte imbarazzo, dal gotico skandaz)
scaracchiare [toscano] (rahhan, sputare)
scarcagnato [toscano] (skalk, servo, dal gotico skalks) detto di persona molto sciatta, dalla stessa etimologia molti termini nei dialetti settentrionali: lombardo scalco (maggiordomo), parmigiano scälch (oste), reggiano schèlch (oste), bolognese scalc (oste)
scarpa (scarp, acuto, a punta, dal gotico skairpan, affilare)
scheggia (dal germanico skekkjan, antico norvegese e antico frisone skikka) velocemente, subito, saltare, schizzare, rapido movimento da cui il toscano stecciare (andare veloce)
scaltro (dalla radice germanica *kaldaz- gotico kaldr, freddo) una persona fredda, astuta
schìcchera [toscano, marchigiano] da skikka colpo secco, una scossa o frustata
scherzare (skërzōn)
schiacciare (klakjan) battere, rompere e frangere cose che hanno il guscio, antico alto tedesco kleken. La s iniziale è dovuta ad un indurimento eufonico.
schiaffo, schiaffone (slaff, colpo con la mano aperta)
schiena (skëna)
schifo (skifo, barca) barchino di forma allungata utilizzato per la pesca, lo schifazzo era anche una barca tradizionale siciliana utilizzata principalmente nel trapanese per piccoli trasporti locali
schiuma (skūma)
scorza (skorza, corteccia)
scricchio [toscano] (skrikkjo) suono acuto di di cosa che sta per rompersi
scricchiolare [toscano] (skrikkjan) suono acuto di di cosa che sta per rompersi
scroscio (gatrausjo)
sculdascio (skuldhais) dal gotico skuldo, debito ma anche colpa + hais imposizione (dal gotico haitan, chiamare, nominare) Gli skuldais erano nel regno longobardo i giudici di prima istanza dei borghi rurali addetti alla riscossione delle imposte e alla risoluzione delle piccole controversie, avevano anche un'inquadramento militare. 
scolo, malattia (skulō, colui che porta la colpa)
sculo, sculato [toscano] (skulō, debitore, colpevole, peccatore) sfortuna, essere sfortunato, dal gotico skulan = essere in debito, essere colpevole, commettere peccato, gotico skuld = debito, colpa, peccato
scuro (skūr)
sicario (skarrjo, messaggero)
sferzare, ferzare (fillezzan, frustare)
sfilza, (filz, tipo di cucitura per prendere più cose insieme, feltro)
sfottò, (spottōn, deridere)
sgalmare [veneto] sorta di zoccoli, scarpe da lavoro composte da una suola di legno spesso chiodata, da una radice proto-germanica *gallma, *gallmaz confluita nell'antico sassone e nell'antico alto tedesco galm che sta per rumore, quindi che fanno rumore
sgherro (scara, milite)
sgorata [toscano] (wora, canale di scolo, fogna) macchia di forma allungata, di unto o di sudore, sgorarsi la camicia
sgozzare (skiozzan, uccidere)
sgraffignare, far griffe [toscano] (grīfan, prendere, afferrare, arraffare)
sgrifare [toscano] (grīfan, prendere, afferrare, arraffare) mangiare abbondantemente di solito a scrocco
sgualcire (walkjan, pressare, sodare, mettere in forma)
sguattero (wahtāri, guardia)
sguincio [toscano] direzione obliqua o sghemba. In architettura, conformazione ad angolo ottuso di un vano o di una struttura muraria, dal Proto-Germanico *winkja- di traverso, antico inglese wince puleggia, carrucola, inglese moderno winch
sléppa [toscano] (sleipha, scivolo per la legna) lunga fetta di pane toscano
slitta (slit)
snello (snel, rapido, veloce, agile) tedesco moderno schnell
soro (saur, arido, secco)
spaccare (spahhan, spaccare, dividere)
spanna (spanna, larghezza della mano, spanna)
spillo [dialetto emiliano] (spéll, incanresimi effetti speciali) al spéll - Carnevale di Persiceto (BO)
spione (spehōn, spiare)
spola (spōla, spola)
spranga (spanga, sbarra di ferro)
sprangare (spanga, chiudere la porta con una sbarra di ferro)
spruzzare (spruzzjan, spruzzare)
squilla [toscano]  (skilla, campana) campana in Dante, Divina Commedia in Pg VIII 5: "punge se ode squilla di lontano"
squillare (skilla, campana)
staffa (staffo)
stalla (stal dal gotico stalla)
stamberga (stānberga riparo di pietra)
stanga, stangata, stangona, stangare (stanga, sbarra) antico alto tedesco stanga, antico inglese steng, antico norvegese stǫng, danese stang
stecco, stecca (stek, palo)
sterzo (sterz)
stia [toscano] (stia, gabbia per pollame) antico norreno stia
stinco (skinkan)
stizza, stizzoso [toscano] (hizza, brace) uno scatto d'ira, un gesto di stizza. "Con uno stizzo arsiccio fu scritto sopra 'l  sasso: Qui è seppelitto Pompeo" Petrarca, Uomini ill.
stizzo [toscano] (hizza, brace) tizzone ardente
stamberga (stainberga)
stangona (stanga, lancia) ragazza alta
stormo (sturm, tempesta)
stracchino (strak, stanco) dal toscano stracco, lombardo stracch formaggio a pasta molle che si produce in lombardia e toscana, il nome deriva dal fatto che le mucche quando tornavano dall'alpeggio erano stracche cioé stanche e facevano poco latte. Con questo latte i contadini producevano lo stracchino.
stracco [toscano] (strak, stanco) da strakken, stirarsi, allungarsi, lombardo stracch
strale (strāl)
stringa (stranga, corda, cinghia)
stronzo (strunz, sterco) dalla stessa radice il volgare olandese stront, stesso significato
strosciare (trausjan, scroscio d'acqua)
struccare (thrukkjan, pressare)
stucco (stuhhi)

[t]


taccola (tahalla, taccola)

tanfo [toscano] (tampf, vapore)
tappo (tappon, tappare)
tasca (taska, attraverso l'antico alto tedesco, affine al francone)
ticcio, tecchio [toscano] (thikki, grosso, spesso, corpulento) toscano ticcio, piemontese tec, lucchese tegghio, aretino tecchio inglese thick antico inglese þicce. antico norvegese (la lingua parlata dai vichinghi) þykkr. In Dante troviamo la figura di Tegghiaio Aldobrandi nell'Inferno (XVI, vv. 40-42). "La Ticcia" è anche il nome che viene dato ad una birra artigianale scura prodotta nella maremma pisana nella zona di Montescudaio dal sapore spesso e deciso. 
tetta (tutta, capezzolo)
tizzone (hizza, brace)
tocca [toscano] (toh, fazzoletto intorno al capo)
tònfano [toscano] (tumpfilo, Avvallamento dell'alveo di un fiume o di un torrente)
tònfo [toscano] (tumpf, rumore)
tuffare (tauffjan, immergersi)
trappa [toponimo piemontese] (trappa, trappola)
trappola (trappa, trappola)
trappola [toponimo toscano] (trappa, trappola)
trincare (trinkan, bere, sbevazzare)
trinquellare [toscano] (trinkan, sbevazzare) dondolare
troghi [toponimo toscano] (trog, legno scavato, mangiatoia)
trogolo, strogolare [toscano] (trog, legno scavato, mangiatoia) 
trogolaio, [toscano] (trog, legno scavato, mangiatoia) mangime o cibo sparso per la tavola o per terra
tropea [toponimo] (forse da thrupja, villaggio)

[u]


uggia  
[toscano] (áhyggja, ansia) dall'antico norvegese (Old Norse)
urka! [esclamazione] (hulka, veloce nave da trasporto) dal germanico hulka, veloce nave da trasporto, antico olandese hulke, antico inglese hulc, da cui deriva il nome dell'incredibile Hulk, personaggio dei fumetti creato nel 1962 da Stan Lee e Jack Kirby per la Marvel.
Uzzano  [toponimo toscano] (ūzzan, al di fuori)

[v]


valchiria (walkausus, amazzonefigura mitologica norrena)

vanga (wanga)

[z]


zaino (zainja, cesto di vimini che si portava a spalla)

zaffo (zapfo, tappo di legno ricoperto di stoppa per chiudere il foro delle botti)
zanca [toscano] (zanka, tenaglie) gamba; svedese sänka, infilare un perno; spagnolo zancas, trampoli
zanna (zann, dente)
zazza  [toscano] (zazza, ciocca di capelli, particolare modo di portare i capelli tipico dei Longobardi, lunghi davanti e divisi dalle parti e corti dietro)
zazzicare [aretino] (zazza, ciocca di capelli, trafficare senza un particolare scopo come fanno le donne con le loro ciocche)
zattera (zattera)
zeba [toscano] (ziber, capra) [Oh sovra tutte mal creata plébe / che stai nel loco onde parlare è duro, / mei foste state qui pecore o zebe!] Dante, If XXXII, 15
zebellare [toscano] (ziber, capra) saltare
zecca (zekka)
zeppa [toscano] (zeppa, pieno, ripieno)
zeppare [toscano] (zeppa, pieno,ripieno) riempire
zinna (zinna, capezzolo)
zipolo, zipolare [toscano] (zippil, tappo a cuneo per spillare le botti)
zizza (zizza, seno)
zolla (zolla, massa compatta di terra)
zuppa (supfa) brodo, brodaglia, minestra
zuppo (suppon) bagnato, mezzo

Altre parole della lingua longobarda:


[a]


agan, aver paura

ahtugild, risarcire otto volte
aib, distretto, provincia
aid, giuramento
ainkunningia, conoscenza stretta
albiz, cigno
amund, privo di tutela
angar, campo coltivato
angargathungi, proprietà terriera
ango, gancio
arm, povero
āstalīn, saccheggiare
azzo, azzi, antenato, antenati

[b]


baida, vacanza, tempo libero

bair, cinghiale
baizzan, cacciagione
bango, bastone
bard, barba
barg, granaio
bīga, mucchio, covone
brahhōn, rompere, arare

[d]


doms, sentenza

dung, casa di fango

[f]


faderfio, dote del padre

fegangi, furto di bestiame
fehu, bestiame
feld, campo
fereha, quercia
filz, tessuto, panno
fink, fringuello
fio, bene, possedimento
fiowaida, pascolo inteso come bene
fol, pieno
fornakkar, campo dopo la mietitura
fraida, tradimento, defezione
free, libero
Frea, (moglie di Odino)
frummjan, fare, agire, eseguire, portare, realizzare
fulboran, figlio legittimo
fulkfree, liberato in assemblea pubblica
furt, passaggio

[g]


b, regalo

gaida, punta della freccia in ferro
gaire, lancia
gairethinx, assemblea delle lance, assemblea pubblica
gamaitan, spostare
gīsil, bacchetto, asta della freccia
Godan, Odino
godazzo, padrino
gofjan, urlare, piangere
grā, grigio
grabworf, saltare fuori dalla tomba, resuscitare
gram, arrabbiato, furioso
grif, maniglia, artiglio
grim, crudele, selvaggio, feroce
guald, bosco

[h]


haigiro, airone

haist, violento
halla, tempio
handegawerk, utensile
haribairgo, ostello
hariman, guerriero
harwi, amaro
hizza, brace
hobeskario, messaggero
hosa, pantaloni
husubandilos, giarrettiera

[i]

iderzun, England (plaited fence)

iderzun, recinzione fatta di legni intrecciati

ih, io (prima persona singolare)
in, preposizione in

[k]


zzo, gatto

klunz, pesante, pane non lievitato
kefar, insetto, scarafaggio
kerb, incavo
kukurra, faretra
kwāla, tortura

[l]


lagar, accampamento

land, paese, nazione
laugnjan, nascondere
laun, riscatto
launegild, lascito, donazione
laur, vuoto, sterile
leib, restare, rimanere
lenz, primavera
liut, popolo, gente
lohhōn, guardare

[m]


mageskario, giovane condottiero

mago, stomaco
mahal, corte
man, uomo
marh, cavallo
marhfalli, caduta da cavallo
marhsloz, commercio di cavalli
marhstal, stalla per cavalli
marhworf, disarcionamento (Editto di Rotari, XXVI-XXXIV, anno 643): buttare giù da cavallo qualcuno doveva essere risarcito con 80 solidi
mariska, palude
meda, pagamento
masca. strega
morgin, giorno
morgingab, regalo nuziale del marito della sposa
mund. mano, protezione, riparo

[n]


name, nome

[p]

pair, cinghiale
plod, sangue

[r]


rairaub, furto, occultamento di un cadavere

rank, rintocco di campana
raub, furto
ribbi, piantaggine

[s]


salo, nero, scuro, sporco

scala, teschio, cranio
slango, serpente
stān, pietrastiga, viottolo, sentiero, antico norreno stiga, gotico staiga
skalken, schiavizzare
skarp, affilato
skifaro, ardesia
skild, scudo
skildboro, letteralmente "portatore dello scudo", scudiero, armiere
skilla, campana
skirpa, masserizie

[t]


tarni, nascosto, celato

thingan, dare, prestare
thinx, cosa
threo, figlio fuori dal matrimonio
thrupja, villaggio
thungo, persona grossa

[u]

uuald, foresta
uuorf, lupo
ūzzan, al di fuori

[w]


wadja, pegno

waida, pascolo
walapauz, coprirsi la faccia per commettere una rapina (Editto di Rotari, XXVI-XXXIV, anno 643): doveva essere risarcito con 80 solidi.
walkan, pressare, compattare
wandeboro, portavoce
wegworīn, sbarramento sulla strada
wergild, riscatto
widrigild, risarcimento per una persona uccisa in base allo status sociale di quest'ultimo
wigant, guerriero, combattente, eroe
wīfa, ciuffo, filo di paglia
wīhsila, amarena
wiridibora, nato libero
zja, punizione violenta
wora, canale di irrigazione, fogna
worila, sbarramento sul fiume, diga
wriban, strofinare

[z]


zahhar, piangere

zon, alto
zūn, dal germanico *tūnaz, gotico tūn palizzata, recinto, trinceramento

61 commenti:

PierPgita Mythe ha detto...

nel Veneto (basso Vicentino) si usa l'espressione: "grima" per definire una persona di sesso femminile ma molto aggressiva. Schiena si pronuncia "schena". "Nasa" significa grande naso. "biskezzoso" un tipo litigioso.

Anonimo ha detto...

yh,anche da noi in basso Mantovano skena e grim e nasùùn o napjùùn (Longo. napp(j)a,.. vi segnalo Basso Mantovano, Cremasco e Cremonese.Brös’cja =spazzola (in origine usta per spazzolare la schiena dei cavalli o buoi),..Reggiano brusc'ia,.secondo me questa è un 'antica parola longobarda simile all'Inglese brush,...saluti, bel lavoro
Mic.

Anonimo ha detto...

Davvero un buon indizio! In effetti il Koebler riporta un Brusk dell'alto tedesco antico, che significa arbusto, erba spinosa, associandola all'idea di strofinare, di qui il vostro bruscia per spazzola, ma allora anche la nostra toscanissima bruschetta, che infatti si prepara strofinando uno spicchio d'aglio su una fetta di pane arrostita, ed anche il bruscolo, ovvero qualcosa di fastidioso e pungente che ti finisce nell'occhio.
Il termine Brusk ricorre anche nel toponimo Bruscheto presso Reggello.
Big.

Anonimo ha detto...

In friulano sfilzade è la coperta del letto, forse derivante dal francone e simile a filz (tessuto) longobardo. La nuora è bruut dal gotico brauths, poi sposa nelle altre lingue germaniche (bride, braut). Forfora si dice grafe, binari sinis, ditale vignarooli, cucchiaio sidon, grinta snàit o sgrimie, cacca sghit o sclac, cortile bearz (come l'inglese by yard), unto smiir (inglese smear), piccolo o poca cosa o macchia si dice sbit (stessi significati dell'inglese spot).

Anonimo ha detto...

sì,sì, mi sembra un etimo convincente,..in effetti in Mant. sbruscjàr (dieresi su u)è proprio spazzolare, strofinare per terra o sbrusc'jn è sia spazzolino da denti che la piccola spazzola che usavano per fare il bucato,..smìr per unto c'è anche in Mant. ,mentre skitnént significa 'inzaccherato',..skèrpa era tutto il corredo che la neo-sposa si portava dietro ( da Longob. skerpfa),...ma ce ne son moltissime,..è un argomento molto affascinante
Mi.

Anonimo ha detto...

..in Valtellinese sghitùù è 'diarrea dei bovini',..in Mantovano skragna = sedia (dal Longob. skranna),,..skragnùn è invece il seggiolone dei bambini,..mentre skragnìn la piccola sedia che usano gli allevatori per mungere,...dobbiamo essere orgogliosi di queste vecchie parole,per secoli le hanno usate

Anonimo ha detto...

riguardo a stek,..infatti mia nonna chiamava stek i piccoli pezzi di legno che usi per accendere la stufa a legna,...mentre in basso Mant. e (credo anche in Guastallese) stekadént è lo stuzzicadenti (letteralmente 'il bastoncino per i denti',...skinka in basso mant. è proprio 'stinco'

Anonimo ha detto...

ah, poi vi segnalo un altro 'longobardismo' che ho visto l'altro giorno su un bel saggio sulla 'cucina' dei Gonzaga,...alla Corte dei Gonzaga lo 'scalco' (skàlk in dialetto) era il Maggiordomo, colui che 'sovrintendeva' a tutti i cucinieri, portavivande etc. durante pranzi o cene di corte . ,..dal longobardo skalk (servo)

Anonimo ha detto...

è vero anche il Köbler riporta il longobardo skalk con la stessa etimologia, ovvero colui che presiede al banchetto e si occupava di sistemare le vivande e tagliare la carne, segnalo il parmigiano scälch, il bolognese scalc, il reggiano schèlch
Big.

Anonimo ha detto...

esatto,...sempre da quell'etimo c'era il dialettale maraskalch ('marascalcho' in un documento gonzaghesco del 1400), cioè 'fabbro,addetto alla ferratura cavalli (maniscalco)...da marh (cavallo) + skalk,..cioè ,letteralmente:'servitore addetto ai cavalli'
Mi.

Bighipert ha detto...

Ottimo questo marh: era una parola che cercavo da tempo, ma mi ero lasciato trarre in inganno dal tedesco Pferd che invece non c’entra niente, invece marh è confermato in alto tedesco antico col significato di cavallo, marhfalli caduta da cavallo, marhstal stalla per cavalli, marhsloz vendita, intermediazione di cavalli da cui il lombardo maròss ed il bergamasco maròsser, sensale, mediatore

Anonimo ha detto...

esatto, maròsser deriva da lì,...poi vi segnalo mantovano e bresciano grepòla o grepùla (cicciolo) ,..che è dal longobardo griubo (cicciolo),..in origine 'scarto, gromma' perchè ,come m'han spiegato, i ciccioli si facevano/fanno con gli scarti ( o parti meno nobili) del maiale

Anonimo ha detto...

infatti grip in alcuni 'dialetti' della prov. di mn significa anche 'gromma o residuo delle botti di vino'

Anonimo ha detto...

..riguardo a skalk, ho chiesto,..m'ha detto una signora che in vecchio Danese skalk significava appunto 'servant', o anche, metaforicamente,'canaglia'..antico Sassone scal,..

Bighipert ha detto...

Si skalk è presente con lo stesso significato anche nell'antico frisone, basterebbe fare un'analisi comparativa solo dei lemmi presenti nell'Editto di Rotari con l'antico frisone per scoprire che questi sono pressoché identici. Altro che lingua germanica orientale! Il che ci porterebbe alla conclusione che l'area di origine dei Longobardi è tra la foce dell'Elba e la costa occidentale dello Schleswig-Holstein (Frisia settentrionale) molto vicino all'attuale Danimarca.

Anonimo ha detto...

pensavo Scania,...ma sì, penso i Longobardi abbiano anche 'stazionato' in passato da quelle parti che tu menzioni , vedendo certe 'connessioni linguistiche' :)

Anonimo ha detto...

la parola longobarda 'fara' (= nucleo familiare in viaggio(travelling)),...è identica all'old norse 'fara' (= viaggio),...da proto-germanic farana (= to go, travel) :)

Bighipert ha detto...

Si, è fara anche in islandese con l'identico significato. L'antico morvegese (old norse) è un idioma germanico nordico usato tra il 1150 ed il 1350 che deriva dall'antico scandinavo. L'old norse è anche la lingua letteraria con cui sono state scritte le saghe islandesi e il poema Edda. Dall'old norse oggi derivano tre lingue moderne: l'islandese, il faroese, il norvegese ed una lingua estinta chiamata "Norn".
In questo viaggio sulle tracce della lingua longobarda, attraverso l'analisi linguistica comparativa, molti lemmi conducono direttamente ad un'origine linguistica germanica settentrionale e ad una civiltà che si è sviluppata durante l'età del bronzo nella penisola dello Jutland e nelle zone limitrofe, probabilmente anche nella Svezia meridionale, e nell'isola di Gotland che potrebbe essere la mitica Golanda di cui parla Paolo Diacono nella sua Historia.

Anonimo ha detto...

esatto, fara esiste sia in old icelandic che old norse,...a quanto m'han detto la Scania è molto vicina (2 km on sea) al Sealand (Copenhagen),...penso, studiando loro parole, venissero da lì in origine,...come diceva il buon vecchio Paul the Deacon :)

Anonimo ha detto...

quind,..quelli che (Jannacci docet) dicevano che era un 'linguaggio germanico orientale , come dicevi tu,..mi sa non abbiano capito 'rien',..ma vabeh :)

Anonimo ha detto...

anche se erano 'presunti' accademici:)

Anonimo ha detto...

esatto,..ci son 'toponimi' di frazioni o nomi di 'campi' nel mantovano o cremonese tipo'brede' o breda (appunto da braida)
Mi.

Michel ha detto...

braida in longobardo era in origine come 'broad' in inglese,..poi venne a significare tipo 'campo esteso,..largo,...in aperta pianura

Anonimo ha detto...

Altre parole, solo per sentito dire.
Sono "stracco" - toscanismo usato specialmente nell'aretino per dire sono stanco morto - come del resto forse la parola stracchino, non viene da striken colpito?
E ancora vicino a Cortona - località Poggioni - ricordo un appezzamento di terra chiamato "la Valchera" - la valchiria, cognome diffuso.
E il parco del Pionta ad Arezzo, dove c'era l'ospedale psichiatrico ed adesso l'Università, non significa area recintata?

Bighipert ha detto...

Esatto! Grazie per il prezioso contributo. Il toscano stracco deriva proprio dalla parola longobarda strak, alto tedesco antico strakken, stirarsi, allungarsi, slogarsi, gotico straik, streiken con lo stesso significato, dalla stessa etimologia l'inglese straight attraverso l'antico inglese streaht. Per quanto riguarda il toponimo la Valchera, è un toponimo longobardo che non deriva da Valchiria, ma dal verbo walkjan, pressare, infeltrire il tessuto, ed è ovviamente riferito all'arte della lana che si svolgeva in quel luogo. Famose le Gualchiere di Remole sull'Arno.

Anonimo ha detto...

yeh, right, Esatto, per dire ' io sono stanco ' in basso mantovano diciamo ' mé a sùn STRAK',...uguale al vecchio longobardo,..o séns 'd strakisia ( o strachisia) = stanchezza congenita,.o .nàa strak = nato stanco,...l'etimologia di stracchino (strakìn in dialétt) che avete indicato è assolutamente Corretta:)

Mi.

Anonimo ha detto...

dante = durante, costante
aldighieri = alighieri

Anonimo ha detto...

Nel Lucchese (specie sulla costa ) grimo significa pieno, folto...in questo senso è sinonimo di gremito. Del resto gremire deriva dal longobardo krammjan che significa riempire

Cerdic

Michele ha detto...

riguardo alla parola Godazzo= padrino,..vi segnalo il Mantfàn(aka Oltrepò Mantovano) Güdàs o Godàs = padrino di battesimo,..Pavese Gudas,...Bresciano Ghédas......Danese Gudfader

Anonimo ha detto...

Ho constatato che i dialetti della Pedemontana veneta hanno la stessa cantilena
delle lingue scandinave, specialmente di quella norvegese e della parlata della
Svezia meridionale.

Anonimo ha detto...

Il Dizionario etimologico Longobardo-Italiano di F. M.A.Melato offre ulteriori spunti.
Inoltre molti termini longobardi sono tuttora conservati nei dialetti e nella toponomastica
italiana e sono da scoprire e valorizzare.

Bighipert ha detto...

Le ultime tendenze della germanistica contemporanea dividono le lingue germaniche in due gruppi: lingue germaniche occidentali e lingue germaniche nordiche, raggruppando insieme l'antico norvegese (Old Norse) ed il Gotico, eliminando il gruppo delle lingue germaniche orientali. Evidenze archeologiche, genetiche e affinità linguistiche tra il gotico e le lingue scandinave spingono in questa direzione. L'apporto germanico nella lingua italiana particolarmente concentrato nei dialetti settentrionali è attribuibile a quest'area linguistica e databile con gli stanziamenti di Goti e Longobardi dopo la caduta dell'impero romano d'occidente.

Anonimo ha detto...

Una nota critica mi sia concessa nei confronti del Centro per lo Studio delle Civiltà
Barbariche in Italia attivo dal 1965: da quel Centro non abbiamo visto uscire nessun
contributo a carattere divulgativo/popolare solo comunicazioni da specialisti per specialisti: per un dizionario Italiano/Longobardo abbiamo dovuto attendere la buona volontà d'un privato cittadino...

Anonimo ha detto...

Da altre fonti pare che il longobardo "barbes" stia per "zio paterno". Segnalo che in genovese è comune ancora oggi chiamare "barba" lo zio.

Anonimo ha detto...

Interessante è pure questo lavoro:
Dizionario parziale dei nomi comuni di origine longobarda o germanica
in uso nell'Alto Reno e nel pistoiese.
http://altoreno3.interfree.it/altorenotoscano3/longobardismi8.htm
Hatto

Anonimo ha detto...

Anche questo sito non è male:
http://www1.popolis.it/abbazia/napando.asp?control=1
Hatto

Anonimo ha detto...

E naturalmente non può essere dimenticato il miglior lavoro in questa disciplina,
mi riferisco a: Vestigia longobarde in Italia (568-774) Lessico e antroponimia,
di Nicoletta Francovich Onesti.
Hatto

Anonimo ha detto...

Esiste un autentico tesoro di informazioni relative alla cultura longobarda,
prodotto tra la fine del XIX secolo e la fine del XX secolo,
è costituito da una miriade di articoli, relazioni, notarelle, postille, tesi e saggi
ospitati in riviste, almanacchi, opuscoli, bollettini, rendiconti, memorie, quaderni,
documenti, atti, studi e quant'altro,
elaborati da maestri, architetti, cultori, archeologi, ricercatori, appassionati e
professori.
Una ricerca organizzata estesa a tutta Italia darebbe grandi risultati, non mi pare sia mai stata intrapresa una simile iniziativa.
Hatto

Anonimo ha detto...

Ho una domanda per tutti, che è anche una curiosità più che linguistica. Da una fonte, della quale purtroppo ho perso traccia, avevo appreso che la famiglia di Dante (L'unico vero vate italiano) si chiamasse in origine ALDIGHIERI e che fosse di discendenza Longobarda, della quale lo stesso Dante ne andava pubblicamente orgoglioso? E' una tesi fondata? E se si, dove ne possiamo trovare traccia? Grazie a tutti per illuminarmi su di un punto che ove risultasse fondato avrebbe conseguenze inimmaginabili sulla Toscana, ma non solo. L'Arimanno dalla Brianza (dal celtico Brig-aanz, in prossimità della collina).

Bighipert ha detto...

Ciao, esatto Dante e Garibaldi sono i personaggi della storia italiana di origine longobarda più illustri, ALDIGER deriva da ALDA = antica + GAIR = lancia, Garibald da GAIR = lancia + BALD = abile. Sembra che Garibaldi fosse discendente del re longobardo Garibaldo. La Divina Commedia è una miniera di longobardismi.

Per quanto riguarda l'etimologia di BRIANZA la derivazione è dal latino BRIGANTIA e fa riferimento alla tribù celtica dei BRIGANTI (BRIGANTES) che vi si erano stabiliti (vedi il post http://bighipert.blogspot.it/2013/11/antiche-tribu-celtiche-i-briganti.html)

Anonimo ha detto...

riguardo a longobardo flap,..in effetti in mantovano fjap significa molle, flaccido (ad esempio si dice di frutto troppo maturo,...fjapula= scarafaggio

Anonimo ha detto...

su Long.gaburo= contadino contadino che dà il basso Bresciano gabì mandriano, mozzo di stalla come da vostro link nei commenti,..in certe aree del Mantovano gabür o gaboeur (a seconda delle zone) significa'zotico, villico,individuo molto rozzo'

Bighipert ha detto...

In effetti il termine mantovano "gabür" deriva dall'antico sassone "būr" cioé contadino, della campagna, tedesco moderno "Bauer", agricoltore, quindi la traslazione semantica dovrebbe essere analoga a quella di "villano"

Fabio Coralli ha detto...

A parte il sito interessantissimo, anzi superbo, volevo segnalare infatti che nel dizionario etimologico di etimo.it come i due etimi 'brusca' e 'bruscello' riportino i significati, l'uno, di felce e arbusto pungente per siepi o granate per spazzare (e di quì l'atto univoco dato dalla 'spazzola' o pennello) e quello proprio di spazzola (brusca --> brush). Mentre per il secondo, intende sia cespuglio dal francese brouissalles che pungitopo (tipico arbusto a cespuglio dalle bacche rosse e le foglie pungenti), che il ramoscello che i i giovani cantori del maggio usavano portare nel cappello (ed ancora si usa) per cantare l'entrata della stagione fertile (il maggio) nell'anno e che a volte lasciavano alla porta delle loro amate a cui dedicavano una canzone d'amore. Siete fantastici continuate così.

Anonimo ha detto...

esattamente, stesso etimo di bauer

Anonimo ha detto...

su boro, ho chiesto, infatti anche in basso Mantovano burùn = foro delle botti

Anonimo ha detto...

Nella denominazione del Carroccio attuata nelle varie città italiane
fan capolino termini di origine longobarda:
a Padova fu detto Berta o Bertazzola,
a Cremona Gaiardus o Bruira,
a Parma Regelium o Biancardo,
"e la campanella era chiamata Nola".
Hatto

Michele ha detto...

haha,..well, questa di ''lena'' non la sapevo,.... mi ricordo che quando ero bambino e andavo a vendemmiare o raccogliere pesche,pere etc da mia nonna (campagna mantovana),..lei mi diceva ironicamente, 'at g'hè na lena!!! (= hai un ritmo, una 'forza'),. era una frase ironica ,..come per dire che ero ' pigro' per i lavori nei campi:)

mrjinary ha detto...

Salve vorrei innanzitutto complimentarmi con lei per il suo stupendo Blog che oramai seguo da quasi 2 anni,ed inoltre volevo fargli presente che nel glossarietto longobardo c'è una parola che potrebbe mancare ovvero nifido che in toscana viene utilizzato per descrivere una persona che non gli va bene mai nulla e come si dice qua tiene il muso,potrebbe discendere questo parola da niffa che guardando nel dizionario essa discende dal basso germanico niff e vuol dire muso cosa ne pensa lei potrebbe discendere dal longobardo?

Anonimo ha detto...

Interessantissimo sito complimenti!
Ci sono termini longobardi conosciuti che venivano utilizzati per indicare i punti cardinali?

Bighipert ha detto...

Salve e grazie per il suo interesse nel blog, i nomi dei punti cardinali ed in genere la grande maggioranza dei termini legati alla nautica sono di derivazione germanica, anche se è complesso capire l'epoca del prestito linguistico

Anonimo ha detto...

Il mio cognomen Angil-eri il Bunda dice che e' di orgine Lomgobarda, ossia ANGIL-HARJA.
Cosa vuol dire? Anche il mio test del DNA punta geneticamente sul lato Longobardo.

Bighipert ha detto...

Potrebbe essere un etnonimo da Aengler (Anglo) o un patronimico forma contratta di Engelbert o Engelhart, vedi l'origine del cognome tedesco Engler (molto simile), Che aploguppo Y sei risultato? In ogni caso segnati nel rispettivo progetto su FTDNA.

Andrea Callegaro ha detto...

Salve, volevo congratularmi con voi per l' ottimo lavoro svolto, hotrovato questo sto veramente utile, vorrei comunque porviuna domanda: esiste un termine per " sacrificio " come sacrificio rituale? Lo domando perché l' unica parola presente nel vostro glossarietto che si avvicini ai vari termini delle altre lingue germaniche antiche é " plod o plond ", cioé " sangue ", sapreste dunqe dirmi se potrebbe essere in qualche modo imparentato con lail termine alto tedesco antico " pluoz o ploz " sempre riferendomi al sacrificio e dunque che potesse per assonanza essere utilizzatp anche il " plod " tra i Longobardi per designare tale termine?

Andrea Callegaro ha detto...

Mi scuso per il commento un po' sgrammaticato, ma ho dovuto scriverlo di fretta sul cellulare perché stavo andando a pranzo.

Bighipert ha detto...

Come giustamente ha osservato la parola longobarda per sangue è plod la cui fonte è nell'Editto di Rotari, nella parola si osserva ancora una volta la rotazione consonantica b > p di cui il longobardo è chiaramente affetto il che classifica la lingua indiscutibilmente tra le lingue germaniche occidentali. Esiste una parola per sacrificio che è "zebar" alto tedesco antico sacrificio, offerta rituale, la parola longobarda è rimasta nel toscano arcaico Zeba, Zebe per capra, capre. Si tratta di un longobardismo usato da Dante nella Divina Commedia. In Toscana (Casentino) si usava in campagna anche Zeba! come esclamazione.

Andrea Callegaro ha detto...

La ringrazio della risposta, davvero molto interessante, noto però che si è mantenuto di più questo longobardismo anziché termini che per assonanza ricordino il termine germanico Blot per il norreno, Ploz o Pluoz per l' alto tedesco antico e ancora Blot per i Sassoni, l' unico termine simile in effetti resta il Plod o Plond longobardo, mi domando dunque se non sia una derivazione proprio del Ploz o Pluoz alto tedesco antico data l' assonanza tra i due nello slittamento dalla B alla P iniziali e forse dalla Z per l' alto tedesco antico alla D per il longobardo nelle finali.

Andrea Callegaro ha detto...
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Aronte ha detto...

A proposito di "skikka", vorrei sottolineare che in Toscana e Marche si dice "schicchera" un colpo secco, una scossa o frustata... Complimenti per l'ottimo lavoro!!

Ferrante ha detto...

a Buonalbergo, centro langobardo in Langobardia Minor, presso Benevento, si usa ancora la parola stracco e numerosi nomi contengono vocaboli germanici

Fuco ha detto...

Mézzo: È un po' di tempo che mi gira per la testa, e non riesco a capire se sia gotico o longobardo, ma sicuramente ha radice germanica (vedi ingl. moist, tedesco nass, che ne condividono a pieno il significato di "bagnato, umido appiccicoso", magari con radice nasale+a+doppia dentale poi diventata sibilante, con la e che si spiega come palatizzazione di a in sillaba tonica). E guarda un po', io ci collegherei anche l'italiano "madido"! Non vorrei avventurarmi oltre, ma in qualche maniera ci troverei anche una spiegazione a "lèzzo", anche se non saprei spiegarmi la trasformazione della labiale in liquida :/

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